Come scegliere (con chi) studiare (e dove) Teatro - Seconda Parte

di Massimiliano Milesi

La scorsa volta abbiamo parlato di come scegliere una Scuola Professionale. In questa seconda parte, parliamo dei Corsi “Amatoriali”. Di cosa stiamo parlando esattamente? Se scorriamo il panorama della Città di Roma, a proposito di Corsi Amatoriali (e, quindi, non per chi vuole esercitare la professione) ci troviamo davanti ad una grossa Offerta di Corsi, Laboratori, Seminari, Workshop...

La prima cosa che risalta è una grande confusione linguistica.

1) La parola Laboratorio negli ultimi anni è stata relegata a descrivere certi Corsi “senza impegno”, per chi vuole fare teatro senza stressarsi troppo.... In realtà, ad essere pignoli, questo è un falso storico. Il Laboratorio dovrebbe essere il più elevato dei corsi, visti i precedenti in tutto il ‘900.... Un luogo dove arrivare già formati, dove assieme al Regista e Drammaturgo si compiono spericolati allestimenti e sperimentazioni. Un posto dove si sperimenta la Scrittura Scenica. Ed eccolo qui, oggi, relegato a offerta supplementare delle palestre di danza più evolute (“ah, fanno anche un Laboratorio...”)

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1Bis) Il Laboratorio senza insegnamento specifico, magari finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo, se inteso come “formazione” non vi lascerà assolutamente nulla in mano. Sarete ridotti a fare cose che non capite, non ricorderete mai, per andare in scena con uno spettacolo che vi vedrà fare da tappezzeria. E’ assai probabile che ad un certo punto vedrete spuntare colleghi più “anziani” ai quali saranno dati ruoli importanti. Quello è il segnale inequivocabile di una Produzione in cerca di gonzi da far recitare senza compenso. Accettate queste esperienze solo se riguardano un argomento specifico (della recitazione, del canto, del movimento) senza il quale rischiereste di perdere tempo, magari pagando pure... Se non avete mai studiato, questo è il modo peggiore per iniziare. Sprecate tempo e soldi.

2) Attenzione ai Seminari. Prima di aderire, cercate di capire bene a chi si rivolge l’offerta formativa. Spesso sono nomi altisonanti , grandi interpreti che “arrotondano” gli introiti in questa o quella città dove si trovano a passare in tournée , e decidono di offrirsi in pasto ad un pubblico che più indifferenziato non si può. Di solito sono un paio di giorni, durante i quali rischiate di venire confusi con persone più brave o assai meno brave di voi. Il Guru dedicherà una decina di minuti a ciascuno (se tutto va bene) per passare il tempo a raccontarsi ed autoincensarsi.

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3) Per ciò che riguarda i Corsi : anche qui aprite bene gli occhi. Se vi dicono che in tre mesi, frequentando una volta a settimana un paio d’ore, vi porteranno in Scena....vi stanno prendendo in giro. Andare in Scena, come vogliono farvi credere, richiede un tempo lungo. Tre mesi , una volta a settimana, sono all’incirca 12 prove da un paio d’ore. Vi rendete conto?Andare in Scena con un Corso serale richiede almeno un anno di frequenza con non meno di due lezioni a settimana. Chi organizza questi Corsi sa benissimo in che razza di lavoro si sta imbarcando. Se non lo sapesse , sarebbe ancora peggio.

4) Attenzione ai Nomi. Molto spesso fanno la prima lezione e poi vi sbolognano ad un povero assistente, che è il vero titolare del Corso. Naturalmente la cosa viene fatta in modo che nemmeno ve ne accorgiate.

5) Anche per le Materie che vengono proposte : fatevi indicare bene le modalità ed i piani di studio. Non sarebbe male conoscere il background di chi insegna.