Tra Classico e Contemporaneo. Suggerimenti sui Testi per chi inizia. Parte Seconda

di Massimiliano Milesi


    Premessa :

I testi che troverete in elenco non sono diversi da altre opere dell’ingegno Teatrale. Immagino che qualcuno storcerà il naso, credendo che io li stia sottovalutando, inserendoli in questo elenco. Nossignore. Il mio suggerimento è legato solo alla considerazione che sono piuttosto Semplici dal punto di vista di Significante e Significato. Non hanno doppi spessori linguistici, personaggi trabocchetto, etc. Ciò nonostante li si può affrontare ad ogni livello: dallo Zero al Teatro Argentina. Altre Opere non hanno questa stessa chiarezza e fattibilità. Sono troppo contestualizzate ed, a volte, passano “di consuetudine”….Il rischio è quello degli attori (o peggio allievi-attori) che mandano tutto a memoria senza capire. Inoltre, parlo SOLO di cose che ho portato in Scena e che ho sperimentato. Spero che basti ai malevoli che non hanno troppo da fare.

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   Se siete alle primissime armi:

Rivolgetevi ad un testo che non presenti troppe difficoltà dal punto di vista della comprensione dei dialoghi. Uno che aveva questa fama, la chiarezza sopra ogni cosa, era Federico Garcia Lorca. La sua Produzione è talmente sterminata che avrete l’imbarazzo della Scelta. Poesie, Componimenti vari e tanta letteratura teatrale. Testi davvero indimenticabili, dal meccanismo semplice, come “La Calzolaia Ammirevole”, oppure le tragedie “Yerma” e “Nozze di Sangue” ma anche opere enigmatiche tipo “Aspettiamo Cinque anni”che affronterei in un momento successivo.




Se non avete come obiettivo quello di rivolgervi ad un grande Teatro Cittadino con abbonati (razza in via di estinzione, per motivi anche biologici) e giornalisti incaricati, potete anche prendervi il rischio di un bell’esperimento con Anton Cechov. Altro grande del Teatro con il dono della chiarezza . Una prima occhiata potete darla agli Atti Unici, il più famoso dei quali è “La Domanda di Matrimonio” seguito a ruota da “L’Orso” ed il monologo “Il Tabacco fa male”. Sul piano delle difficoltà metterei sullo stesso livello “Il Giardino dei Ciliegi”  e “Tre Sorelle”, mentre attenderei tempi un pò più maturi per “Il Gabbiano”. Di Cechov apprezzerete molto lo spirito premonitore. Il suo ritratto della fine dell’aristocrazia è indimenticabile per la veridicità psicologica.

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      Una vera MINIERA di trovate e ispirazioni Teatrali si trova in quel giochino letterario che sono i monologhetti assurdi di Raymond Queneau nel suo “Esercizi di Stile” . Sono circa una Novantina a costituire una delle ultime edizioni, perchè il buon Queneau ha continuato a scriverne negli anni. Intorno al 2005 è uscita la versione finale,  e la scelta a disposizione è davvero portentosa.

       Se siete abili nel Collage e avete voglia di creare situazioni davvero intriganti, allora i “Delitti Esemplari” di  Max Aub fa al caso vostro.

         Anni fa circolava anche il “Tingel Tangel”  di  Karl Valentine , al suo interno ci sono dei dialoghi che sono ottimi per chi è all’inizio del suo viaggio nella comicità.





  Per un livello successivo, ed un pò d’esperienza:

Cavalca la contemporaneità, il mondo dei sentimenti e dei rapporti di coppia il testo di Harold Pinter più conosciuto “Tradimenti” . La struggente nostalgia di certe situazioni, il vivere la vita su una sorta di doppio binario ne fanno qualcosa di riconoscibile e altamente istruttivo per tanta gente. Dello stesso autore, un livello successivo è da prendere sinceramente in considerazione “Il Calapranzi”. Ma lì si fatica parecchio. Continuando sulla stessa linea, per non far torto ai grandi del passato , è abbastanza affrontabile Carlo Goldoni, cercando di evitare la produzione in vernacolo (a meno che non siate veneti, con nonni veneti e bisnonni veneti) sono da considerare l’intramontabile “La Locandiera” al quale potete anche affiancare  “Il Ventaglio”  e “La Bottega del Caffè”.  Non avventuratevi oltre con la “Trilogia della Villeggiatura” , nella prima parte abbastanza semplice finisce con il complicarsi verso il finale. Rischiate la noia.

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 Per chi fa teatro già da qualche anno:

Per questa settimana mi fermo ad un ipotetico livello equivalente a gente diplomata. Con molta pazienza e voglia di sperimentare potete incontrare Eugene Ionesco  e portare in scena “La Cantatrice Calva”. Il resto alla Prossima.






Massimiliano Milesi